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Avanti Savoia di Mirella P.

Le nostre storie

 Avanti Savoia!  

Il grido di guerra lanciato al momento dell'assalto dagli Ufficiali e ripetuto dai soldati, seguito dal grido di guerra vero e proprio del Reparto che aveva lo scopo di spaventare l'avversario e di farsi coraggio reciprocamente.
 
 Mia figlia frequenta la scuola superiore, che le consente di ottenere dopo cinque anni di impegno assoluto, una frequenza regolare a tutte le lezioni, una grande fatica per mantenere la concentrazione e l’attenzione: un semplice attestato di frequenza.
 Sarà una grande delusione per lei che sogna il giorno del diploma; il giorno in cui lei potrà diventare una maestra e potrà lavorare con i bambini, purtroppo è intelligente e concentra tutti i suoi sogni su di una vita futura fatta di amici, patente, uscite serali, lavoro e maturità, e attende con ansia la possibilità di votare. Quest’anno nella materia di diritto hanno studiato il voto, lei sa bene che spetta a tutti gli italiani, che è segreto e che serve a dare la sua opinione politica e lo potrà fare quando avrà compiuto i suoi 18 anni: il prossimo marzo. Si è fatta uno striscione da appendere nella sua cameretta con la scritta: 5 marzo 2008 posso votare.
Noi genitori sappiamo bene che ciò non potrà avvenire, che il suo diploma sarà un semplice attestato di frequenza, che la patente non potrà prenderla e che il diritto di voto forse non sarà proprio un diritto.
Cosa spiegare? Cosa dire? Quale sogno dobbiamo smontare prima? La patente, il diploma o il suo desiderio di essere moglie e mamma prima su tutto?
Gli psicologi sostengono di dover dire sempre la verità, ma io so che i sogni aiutano a vivere e ti motivano a continuare e la verità con lei è proprio dura da dire. Noi abbiamo sempre guardato oltre al suo essere down, ed è stata per noi sempre “nostra figlia”, ma dopo tanta normalità dobbiamo diventare diversi!?
In quest’ultimo periodo è successo qualcosa che fa riflettere su quanto bisogna ancora lavorare per i nostri figli, su quanto c’è ancora da fare, su quanto i genitori sono ancora troppo importanti.
 
(Esprimerò amarezza ma questo è quello che ha lasciato!)
 
Veniamo al dunque, come dicevo prima sono due anni che mia figlia Roberta frequenta una scuola superiore, sono due anni che come madre mi rendo disponibile e attenta a tutte le varie necessità della scuola, sono stati fatti tanti tentativi di integrazione sia didattica che di relazione, molti hanno funzionato, gli insegnanti mi hanno sempre dato carta bianca, tutto ciò che io ritenevo giusto per il suo bene veniva condiviso ed elaborato insieme, insomma ero soddisfatta di questa scuola, mi consideravo fortunata, c’era la collaborazione che tanto insistentemente si cerca, soprattutto per il bene e l’educazione dei ragazzi.
C’era la partecipazione di Roberta a tutte le varie attività che vengono svolte durante l’anno scolastico e l’anno scorso persino la sua partecipazione allo spettacolo di fine anno e la candidatura per diventare reginetta della scuola, quest’anno ha partecipato alla giuria di selezione per la nuova reginetta, sembrano cavolate ma sono quelle piccole cose che aiutano a sorridere e danno soddisfazione e la caricano di quell’energia di cui ha bisogno per essere viva. Quante madri hanno sognato guardando “Grease”, quante di noi hanno sognato un Danny Zucco tutto nostro, e quante abbiamo immaginato di partecipare ad una gara di ballo e vincerla, così è anche per lei.
Purtroppo, ci si deve rendere conto che in tutti i prati crescono fiori ma anche le spine!
In questo prato meraviglioso della scuola abbiamo trovato la nostra spina, il giorno dell’affissione dei tabelloni mia figlia era tesa ed emozionata come le sue compagne. Arrivata davanti ai cartelloni fa una ricerca della sua classe, davanti a lei c’era una ressa di ragazzi, chi con la macchina photo, chi con il telefonino riprendevano le loro situazioni scolastiche, mia figlia con il suo ditino cerca il suo nome, lo fa scorrere lungo i voti…6,7,7,7,8…promossa art… legge 104, si volta mi guarda e mi chiede: “Mamma cosa vuol dire?”
Ho dovuto leggere 4 volte per capire che era vero, ingoiare l’umiliazione, guardare lei negli occhi e trovare la forza di dire: “c’è stato un errore!”
Poi, ho ovviamente fatto le mie rimostranze e tutto si è cancellato, ma mia figlia ha vissuto la mia arrabbiatura con la dirigente e gli insegnanti che ho trovato a tiro quella mattina, ha capito che non era una cosa proprio pulitaMM la sua promozione, non è riuscita ad afferrare il problema, ma quando siamo rientrate a casa mi ha detto: “ io non so perché ti sei arrabbiata e forse avevi ragione visto che tutti ti hanno chiesto scusa, però io sono stata promossa perché mi sono impegnata e sono stata attenta!”
Chissà se veramente non ha capito ciò che è successo o se ha voluto dare una lezione a noi tutti senza volerlo.
Questi sono gli errori che la nostra società continua a commettere per colpa dell’ignoranza, allora invito molto caldamente i dirigenti scolastici ad occuparsi pienamente dei loro ragazzi perché non ci siano più studenti normali e studenti 104.
La scuola sarebbe perseguibile per legge perché ciò che è stato commesso è illegittimo, ma la famiglia vuole continuare il bel lavoro che fino ad oggi è stato portato avanti, e va oltre!

Chissà però, quanti altri casi come il nostro ci sono e se invece di tacere e subire provassimo a farci sentire un po’di più?
 

                                                                                                di Mirella Pasqual

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